Pubblicato il 23 Settembre 2021Ultimo Aggiornamento: 4 Ottobre 2021

Il visual design è un silenzioso ma fedele accompagnatore nel viaggio attraverso i dati, capace – se ben fatto – di migliorare sia la comprensibilità che la narrazione dei dati stessi. Il mondo del design è fatto di linee, tabelle e grafici, ma anche e soprattutto di colori. Ne parliamo in questo articolo, perché è un tema molto più importante e articolato di quanto potrebbe sembrare a prima vista.

Usare i colori con coerenza

In una presentazione, in un libro o in qualsiasi altro documento che abbia passaggi di data visualization, mantenere una certa coerenza è fondamentale. O meglio: in qualsiasi opera che debba essere presentata a un pubblico, per quanto ristretto, è importantissimo scegliere una certa linea d’azione e mantenerla coerente. Si tratta di una questione di leggibilità: un testo deve risultare organico e perciò deve essere prodotto in modo logico e unitario, mantenendo sempre gli stessi presupposti di base a livello di stile, organizzazione e molto altro.

Lo stesso si può dire per gli elementi del data storytelling, per i colori dei grafici e per la realizzazione delle tabelle. La scelta dei colori deve essere effettuata con grande cura prima di iniziare a stendere il report, il testo o la presentazione, optando per colorazioni funzionali al proprio scopo. In seguito, tale scelta di colori dovrà essere portata avanti nel corso dell’intera opera.

Il motivo è molto semplice: supponiamo che si sia scelto un bel blu acceso per sottolineare i dati più importanti, o specifiche parti di testo che meritano risalto. Al primo impatto con questa colorazione particolare, il lettore sarà leggermente disorientato, ma imparerà immediatamente che quella tonalità specifica – eventualmente abbinata ad altri elementi visivi – è lì per sottolineare dei passaggi particolarmente importanti. Proseguendo nella visualizzazione della presentazione, il cervello collegherà automaticamente quello specifico aspetto all’idea di dati rilevanti, aumentando la ricettività.

Modificare l’aspetto di un grafico o di una tabella utilizzando, nel bel mezzo della presentazione, colori mai impiegati prima potrebbe sembrare una buona idea. In molti, neofiti della data visualization, suppongono che un’operazione del genere possa rendere più attento l’interlocutore, introducendo un elemento di sorpresa. Nulla di più sbagliato! L’introduzione di un elemento di design totalmente incoerente porta infatti l’interlocutore a focalizzarsi sul nuovo design, e non sui dati contenuti del grafico o della tabella. Un rischio da non correre per ottenere una presentazione efficace!

Scegliere i colori: non ci sono solo rosso e verde!

Circa 8 uomini su 100 e 4 donne su 100 soffrono di qualche forma di daltonismo. Si può trattare di incapacità di riconoscere correttamente i colori in toto oppure di una difficoltà più leggera, che impedisce di notare una sostanziale differenza tra più tonalità di uno stesso colore. 

Per questo, è molto importante creare dei grafici che siano intellegibili anche da chi ha queste particolari caratteristiche visive. Qualche idea? Ad esempio, utilizzare dei colori differenti dal verde e dal rosso, due tonalità molto difficili da distinguere per chi è daltonico.

Ecco l’esempio di un grafico dove sono stati utilizzati i classici verde e rosso per raccontare ed enfatizzare i dati:

 

Oppure, includere nei propri grafici e nelle proprie tabelle degli indicatori visivi particolari (e naturalmente coerenti in tutta la documentazione) che vadano oltre alla semplice colorazione. Si potranno utilizzare marker grafici, oppure, per indicare crescita e decrescita, indicare sempre il + e il – di fronte ai dati. Le possibilità sono infinite: ma è importante ricordare di mantenere sempre grande coerenza all’interno dello stesso documento.

Tono di colore

La scelta del tono di colore, come abbiamo visto, dovrà essere inclusiva. Ma non solo: la scelta di certe tonalità dovrà essere effettuata in funzione di ciò che vogliamo comunicare. Il rosso e il verde sono i colori parlanti per eccellenza, ma non gli unici. Il nero, così come il blu, l’azzurro e il giallo, sono perfetti per catalizzare l’attenzione. È importante scegliere il tono con attenzione e considerare gli abbinamenti in base all’audience di riferimento e al messaggio da trasmettere.

Colori di brand: usarli o non usarli?

Molte grandi compagnie di successo utilizzano i colori del proprio brand anche a uso interno, nella data visualization. Si tratta di una scelta da effettuare con attenzione, anche in base alla palette del brand: non tutti i marchi includono colorazioni “parlanti” o adatte ad essere utilizzate per la realizzazione di documentazione formale. Se si decide di utilizzare la palette del brand, meglio scegliere una rosa limitata di tonalità, includendo due o tre colorazioni al massimo, e impiegare quei colori in maniera organica in tutta la documentazione.

A proposito di colori di brand, in questa visualizzazione vediamo un simpatico utilizzo della palette colore presente nel logo di Instagram:

Hai già scelto i colori per il tuo data storytelling? Se ti è stato utile questo articolo e ti interessano le tematiche del data visualization e del data storytelling, continua a leggere il nostro blog!

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Un articolo scritto da Noemi Speciale

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"I don't use pie charts, and I strongly recommend that you abandon them as well. My reason is simple: pie charts communicate information poorly." Stephen Few

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