Pubblicato il 20 Settembre 2022Ultimo Aggiornamento: 24 Agosto 2022

Sebbene utilizzare le tabelle sia spesso la maniera più efficace per presentare i dati, molte persone le evitano semplicemente per il fatto che possono sembrare poco attraenti. Tuttavia, con un po’ di lavoro e alcuni semplici accorgimenti, ad esempio dando un tocco di colore, anche delle semplici griglie piene di dati possono risultare attraenti, fruibili e alla portata di tutti.  

Una tabella performante permette ai lettori di trovare a colpo d’occhio le informazioni che più interessano loro (come ad esempio la propria posizione, l’età, la fascia di reddito, ecc.) o consentono a chi la sta illustrando di porre l’attenzione degli ascoltatori su determinati risultati.

La visualizzazione schematica consente di recuperare le informazioni spesso più velocemente rispetto a un testo o un grafico. Ed effettivamente la maggior parte delle persone non legge un’intera tabella, ma guarda invece solo i dati che sta cercando, che potrebbero non essere solo numeri, ma dati di testo strutturati come nomi, squadre, stati.

Per questi motivi è fondamentale creare delle tabelle chiare, semplici ed intuitive. Il lettore deve avere la percezione immediata di ciò che è rappresentato senza dover perdere tempo a capire il meccanismo di funzionamento. Ci sono dunque degli accorgimenti che vanno tenuti in considerazione quando si decide di proporre dei dati attraverso questo mezzo grafico.

I colori fanno la differenza

Usare i colori per guidare l’occhio del lettore verso informazioni interessanti e aiutarlo a navigare nella tabella è un’ottima strategia. Il colore è infatti uno strumento potente per far risaltare le informazioni più importanti: può essere utilizzato per evidenziare intere colonne o righe, ma anche singole celle, che i lettori non possono fare a meno di notare. 

Colori di fondo

Quando si colorano intere celle, righe o colonne, scegliere colori pastello per il fondo è sempre una buona idea: sottolineano senza sovrastare, sono gradevoli e non eccessivamente impattanti. In alternativa, si può scegliere di non colorare affatto lo sfondo per dare ancora più risalto ai dati evidenziati.

Esistono anche altre strategie. Colorare lo sfondo delle informazioni una riga sì e una no (sempre con colori molto tenui!), può aiutare a leggere i dati in sequenza senza perdere la linearità o confondere una cella con un’altra: il consiglio è comunque di inserire i dati più rilevanti in quelle evidenziate. Se da una parte il lettore riuscirà a colpo d’occhio a seguire le singole linee con estrema facilità, bisogna anche sapere che inconsapevolmente tenderà a concentrare la sua attenzione sulle righe più scure.

Nello scegliere di mettere in risalto invece solo alcune celle si possono anche utilizzare colori più sgargianti: è quello specifico dato ciò su cui si vuole porre l’attenzione, e dunque attirare l’occhio del lettore o dell’ascoltatore. 

Scegliere i colori: heatmap e colori parlanti

Nella visualizzazione delle informazioni, il modo in cui hai scelto i colori dipende dai tuoi dati. Per i dati continui, in progressione, si utilizzano sfumature di colore, le heatmap (mappe di calore): con il crescere dei valori cresce anche l’intensità del colore. Ciò può ben funzionare con dati come i tassi di disoccupazione, la densità di popolazione, ecc. I colori in una sfumatura dovrebbero comunicare il rapporto che hanno le celle fra di loro, dando un’idea chiara del progredire, della relazione che intercorre fra le varie informazioni.

I colori “parlanti” sono in questo caso ottimali per aumentare l’efficacia comunicativa: convenzionalmente, ad esempio, si utilizza il verde per dei dati con crescente positività, mentre il rosso per indicatori negativi. Si possono anche utilizzare i colori di Brand per evidenziare i dati che riguardano l’azienda, magari rispetto alla concorrenza, o comunque altre convenzioni interne all’impresa o universalmente riconosciute (il rosa per i dati che riguardano le donne, o colori associati a partiti politici, ecc.).

Il colore come strumento di comunicazione nelle tabelle

L’uso corretto del colore è uno strumento fondamentale per guidare la lettura e l’interpretazione dei dati: una stessa tabella, infatti, può essere riutilizzata diverse volte cambiandone semplicemente le colorazioni a seconda dei dati che vogliono di volta in volta essere messi in evidenza. 

Nel data storytelling la tabella è uno degli elementi fondamentali che accompagnano la narrazione: è un elemento visivo d’impatto, che permette al pubblico di visualizzare concretamente le informazioni di cui si sta parlando. È dunque fondamentale elaborare una griglia chiara e coerente con l’esposizione, che riesca, anche attraverso i colori, a evidenziarne i punti salienti e centrare l’obiettivo comunicativo. 

Siete pronti a creare la vostra tabella? Continuate a seguirci per tenervi aggiornati sul mondo del Data Storytelling!

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Un articolo scritto da Noemi Speciale

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